lunedì 10 marzo 2008

Un lavoro di lunga data

Nell’ estate del 2000 sembravano andare di moda le numerosissime e discusse incursioni nelle località venete e friulane di Jorg Haider, leader carinziano di estrema destra, sdoganato dai democristiani ed alleato dell’allora governo nero-bruno di Vienna, amabile interlocutore dei “governatori” del Veneto e del Friuli, simbolo per le vulgate populiste e secessioniste nel nord est italico.

Dopo aver promosso numerosi comitati di accoglienza non proprio amichevoli, decidemmo che sarebbe stato significativo provare a costruire assieme alla sinistra della Carinzia, una qualche iniziativa di protesta, per dare il segno tangibile dell’esistenza di un tessuto sociale democratico comune ai due paesi.

Da tempo nella regione austriaca della Carinzia contro le politiche della destra eversiva e contro Haider si era organizzata una rete plurale denominata “Piattaforma Democratica della Carinzia”, composta dai comunisti del KPO, da associazioni antifasciste, dalle reti degli studenti, degli artisti, dagli ambientalisti.

Come PRC del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, nel luglio del 2000 incontrammo i rappresentanti della Piattaforma Democratica e assieme concordammo una serie di iniziative comuni. Nel successivo mese di Agosto, in occasione della Festa Nazionale della Cultura di Liberazione, promossa a Venezia dal PRC, fu annunciata l’intenzione di promuovere a Klagenfurt una grande manifestazione popolare contro le politiche della destra

Il 28 ottobre del 2000 circa un migliaio di compagne e compagni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, assieme ai comunisti austriaci, alle associazioni antifasciste, alle reti dei migranti animarono una grande manifestazione per le vie di Klagenfurt. Una iniziativa colorata di grandissimo impatto nella località austriaca, ma anche utile a far nascere la convinzione della possibilità di consolidare questo piano transnazionale per l’iniziativa della sinistra di alternativa.

Avevamo fin da allora la consapevolezza che gli intrecci sopranazionali, politici, economici; il grande flusso di denaro e di finanziamenti circolanti, l’ autonoma e spregiudicata iniziativa imprenditoriale, avvenivano da tempo in una situazione di assenza totale di controllo democratico, con scelte decise fuori da qualsiasi strumento legittimamente espressione della sovranità popolare.

Andava maturando una condizione favorevole alla costruzione di un luogo transnazionale di consultazione, dove ricostruire un punto di vista comune della sinistra nell’area Euroregionale ed in questo senso furono avviati rapporti tra compagni della Carinzia, dell’Istria, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

Il 10 luglio 2004 finalmente riuscimmo a promuovere un primo appuntamento a San Dorligo della Dolina (TS), dove si stabilirono le fondamenta per un confronto stabile tra compagne e compagni: “un piccolo pezzo di quello che dovrebbe essere il Partito della Sinistra Europea partendo da temi e proposte concrete “(dalla relazione di Jgor Kocijancic).

Nell’agosto del 2005, ospiti della Festa Nazionale della cultura di Liberazione a Venezia, con una tavola rotonda con la presenza di Mirko Messner, Igor Kocijancic, Valdimir Kapuralin, Kristian Franzil, Renato Cardazzo e Pietrangelo Pettenò, viene presentato il “I Convegno della sinistra di alternativa dell’area dell’Alpe Adria”, un appuntamento di lavoro di due giorni a Klagenfurt, ospiti del Partito Comunista Austriaco.


19/20 NOVEMBRE 2005 NASCE A KLAGENFURT IL FORUM DELLA SINISTRA EUROPEA ALPEADRIA

Alla Volkshaus di Klagenfurt, parteciparono una ottantina di compagne e compagni austriaci, veneti, dal Friuli Venezia Giulia, trentini, sudtirolesi, sloveni e dell’Istria croata.

La relazione del prof. Karl Stuhlpfarrer, decano dell'Università di Klagenfurt, introduce l’analisi tra lettura storica e attualità politica dei processi economici, strategie finanziarie e istituzionali, messe in atto dal blocco dominante ultraliberista di questa parte d'Europa. Processi che mirano all'illusoria ricomposizione su scala euroregionale di "realtà economiche di destino", in diretta competizione coi processi globali che investono l'area - ricorderà Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale Veneto del PRC - che non possono essere contesi con vecchie riproposizioni nazionaliste e centraliste, bensì con una proposta di società aperta, fondata sull'universalità dei diritti, sulla cooperazione.

Un tema questo che segnerà l'intera Conferenza, decisamente orientata all'autodeterminazione, all'idea di riorganizzazione su base comunitaria, municipalista, internazionalista e solidale. Concetti rafforzati dal giovane universitario austriaco Bernhard Wernitznig, dalla giornalista slovena Vesna Leskosek e da Elio Bonfanti, trentino, interventi che evocheranno analisi ed intuizioni, anche sul piano teorico, proprie di quell'austromarxismo anticipatore dell'idea consiliare, federalista e antiburocratica.

Mirato il contributo di Vladimir Kapuralin, del Partito Socialista Operaio della Croazia, capace di illustrare con una chiarezza straordinaria la situazione di degrado morale, affaristico malavitoso, di ipersfruttamento venutasi a creare in Corazza. Drammatico invece l'intervento di Aleksandar Todorovic, esponente sloveno del "movimento dei cancellati", oltre 18.000 cittadini ritenuti dal governo xenofobo di Lubiana, "non buoni sloveni" e quindi privati di diritto al lavoro, all'assistenza sanitaria, alla residenza, alla scuola per i minori, insomma: cancellati.

L’analisi si è spostata quindi sulla relazione tra l’insorgere di vecchi miti revisionisti, le nuove pulsioni nazionaliste, xenofobe e le lotte per i diritti universali. Approfondite in questo senso le relazioni dello storico sloveno Bozo Repe e dalla storica austriaca Brigitte Entner . Toccante l'intervento di Roberto Pignoni, co-autore del videodocumentario "Al di la del fiume" che sabato sera aveva commosso, raccontando le deportazioni e i campi di concentramento fascista in Friuli, Slovenia ed Istria e le attuali politiche nei confronti dei migranti, con la vergogna dei CPT.

Quale strumento assumere, quali reti organizzate provare a costruire capaci di tenere questi conflitti su livelli transnazionali? Come dare gambe sul territorio al progetto di costruzione di un nuovo soggetto politico e sociale europeo? Waltraud Klack., rappresentante del Partito Comunista Austriaco e Roberto Musacchio, capo delegazione PRC all' europarlamento, introdotti dal consigliere regionale del Friuli Kristian Franzil, provavano a tessere una riflessione sul ruolo strategico del Partito della Sinistra Europea offrendo spunti di grande interesse non solo sul piano genrale, ma anche nel merito delle molte questioni dibattute in questa due giorni

Il Convegno si concludeva con l’approvazione unanime di un documento, letto congiuntamente in italiano sloveno e tedesco, da Igor Canciani, capogruppo PRC in Friuli Venezia Giulia, e da Mirko Messner animatore del Partito comunista austriaco a Klagenfurt, che formalizzerà la nascita del Forum per la Sinistra Europea dell'Alpe Adria, non una semplice sommatoria dei partiti, ma riferimento per la pluralità sociale, associativa, le soggettività esistenti nella sinistra d'alternativa.

DA KLAGENFURT A LAMON

Il documento finale di Klagenfurt indicava un percorso di lavoro ambizioso, in primo luogo teso a costruire una cultura politica comune, ma anche un progetto con elementi di verifica e confronto sui temi di lotta e mobilitazione concreti, facendo i conti con un territorio “euroregionale” dove le trasformazioni procedono con una velocità straordinaria.

Come da tradizione dalla Festa di Liberazione a Venezia, nell’agosto del 2006 viene lanciata la proposta del “2° Forum della Sinistra Europea Alpe Adria”.

Decidemmo di arrivare a questo secondo appuntamento, verificando in primo luogo l’esistenza di un interesse reale che andasse oltre ai soli promotori del Forum, proponendo che il Convegno diventasse proposta larga di compagne e compagni.

Costruimmo un appello che vide la sottoscrizione di consiglieri regionali, comunali, dirigenti del PRC, esponenti di movimenti di lotta, dirigenti sindacali della CGIL, della FIOM di realtà impegnate sul terreno della lotta alla precarietà, della difesa ambientale, della lotta per la pace...

Decidemmo di organizzare il 2° Forum a Lamon, un piccolo paese di montagna, lontano dai grandi centri urbani

La scelta della località non era per nulla casuale. Si trattava di un comune particolare, dove la popolazione chiedeva con un referendum votato all’84% dei cittadini il passaggio dal Veneto al Trentino, accusando il Veneto di aver dimenticato la montagna di aver ignorato gli appelli di una popolazione ridottasi di un terzo negli ultimi dieci anni.

Un paese dove la popolazione affidava al referendum la disillusa denuncia per un modo di governare orami totalmente distante dai bisogni delle Comunità, un governo che espropria ogni possibilità per i cittadini di poter esprimersi e contare sulle scelte che riguardano il loro futuro. Ma Lamon è anche un Comune dove la sinistra ha un proprio forte insediamento, dove risulta difficile confondere la legittima domanda della comunità di poter contare, con le spinte separatiste ed egoistiche. Un dato reso evidente dal voto che in stragrande percentuale respinge il referendum secessionista sulla Costituzione voluto dalla Lega.

Lamon aveva dalla sua anche una condizione logistica ottimale per realizzare una due giorni stanziale, con qualche velleità formativa, che necessitava quindi di una presenza stabile dei partecipanti e che potesse offrire loro momenti di socialità e adeguata ospitalità.

Proponemmo un programma di massima dei lavori, suddiviso su quattro filoni, che pur mettendo in conto la fatica, agisse in modo plenario, così da formare una comune base di condivisione sull’analisi dello stato dell’area, dei processi in atto, dei conflitti esistenti, delle proposte percorribili.

SUL CONVEGNO DI LAMON

Della riuscita del convegno non possiamo che essere assolutamente soddisfatti: sul piano della partecipazione abbiamo potuto contare su 132 pernottamenti, alle quale si aggiungono molti compagni bellunesi, dell’alto trevigiano e trentini che, residenti nei dintorni, hanno partecipato alla due giorni senza pernottare, per un totale di 182 presenze

Sul piano dei contenuti si è riusciti abbastanza ad equilibrare le relazioni generali (su territorio, lavoro, forme di autogoverno, democrazia) con molti interventi di esperienze di lotta (rigassificatori italo sloveni, comitati NO Mose, contro il traforo del Brennero, contro la TAV, sulla precarietà nelle diverse regioni, sul lavoro migrante e sulla situazione dei cancellati in Slovenia, dei lavoratori in Croazia, sulla destra in Austria). Una apposita sessione ha anche iniziato un lavoro sull’ambito delle idee proponendo una riflessione teorica sulla natura dei processi di autodeterminazione e sulla costruzione di un progetto per il socialismo e la libertà, anche con una originale lettura dei processi di autogoverno. Il documento finale stabilisce la formalizzazione del coordinamento del Forum e traccia un fitto percorso di iniziative ed incontri. Di grande interesse ci pare poi la sessione che al sabato mattina aveva fatto da preambolo al Forum, affrontando i temi dell’autogoverno, partendo dall’emblematica situazione di Lamon.

DOPO LAMON

Dopo Lamon il Forum ha promosso a treno nel Dicembre 2006 una prima riflessione sul nodo della Montagna, nello stesso periodo a Trieste i compagni hanno animato e sostenuto l’iniziativa internazionale dei “cancellati sloveni”, nel febbraio 2007 a Venezia un incontro con le altre reti nazionali costitutive della sezione italiana della Sinistra Europea, con un confronto tutto di merito sui principali nodi politici ed esponenti del Forum hanno partecipato nel giugno 2007 all’Assemblea costitutiva della Sinistra Europea (vedi il contributo di Renato Cardazzo).

2008

A marzo 2008 una delegazione del Forum ha partecipato ai lavori del seminario di studio a Ljubljana - Slovenia organizzato dal gruppo parlamentare europeo GUE/NGL.

I prossimi appuntamenti sono previsi per il 25 maggio a Vienna con un convegno sulla Sanità e le politiche di welfare ed un incontro a Cividale del Friuli, a giugno, sulle minoranze ed i diritti di cittadinanza.

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